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giovedì, 24 agosto 2017 03:05:42
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Garibaldi a Marsala

Ieri ed Oggi
24/01/2013
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Marsala Turismo

Busto di Giuseppe Garibaldi a Porta NuovaL’11 Maggio 1860 Giuseppe Garibaldi partito da Quarto con due piroscafi “Piemonte” e “Lombardo”, sbarcò a Marsala, per compiere, insieme alle sue “Mille Camicie Rosse”, l’eroica impresa che si concluderà con l’Unità d’Italia. Ma per le sorti dello Sbarco fu di grande aiuto la presenza di alcune navi inglesi nel porto adibite all’esportazione dell’ormai famoso vino Marsala; il timore di suscitare la reazione dei britannici colpendo erroneamente le loro navi da carico, scoraggiò i Borboni dal bombardare i due piroscafi garibaldini.

I Marsalesi, in un primo tempo, accolsero “l’Eroe dei due mondi” con una certa freddezza, ma quando il Generale pronunciò, dall’attuale Palazzo VII Aprile, lo storico discorso con il quale dichiarava decaduto il governo borbonico e prometteva giustizia e benessere, il popolo cominciò a mostrare entusiasmo verso la nuova stagione che stava per cominciare.

Cimeli e documenti custoditi nel Museo Civico (Complesso Monumentale San Pietro)Trenta volontari lilibetani decisero allora di seguire Garibaldi che, in groppa alla cavalla Marsala (donatagli da Sebastiano Giacalone Angileri) proseguì la propria marcia contro l’esercito borbonico. Tra i Marsalesi che seguirono Garibaldi fino a Napoli, uno dei nomi più noti è quello di Abele Damiani che fu con il Generale anche sull’Aspromonte e dopo l’Unità fu eletto alla Camera dei Deputati per undici legislature.
Da quello storico 11 Maggio 1860 molto tempo è passato, Marsala, come tutto il Meridione, ha vissuto in primo piano tutti i disagi che hanno caratterizzato la storia più recente del nostro Mezzogiorno.
Il destino ha voluto che l’11 maggio sia rimasta una data particolarmente importante per la storia recente di Marsala anche per un altro episodio, particolarmente drammatico: la morte di centinaia di marsalesi in seguito al bombardamento aereo degli alleati del ’43, che, oltre a molte vite, distrusse anche buona parte del patrimonio monumentale della città.

Allestita con cimeli e documenti provenienti da diversi musei italiani (Fano, Macerata, Castel Sant'Angelo), dagli Archivi di Naselli Flores e di Moncada (appartenente alla Provincia Regionale di Palermo), la sezione risorgimentale - garibaldina permette di sfogliare una pagina ricca di storia. Nelle due sale attigue, al primo piano del Complesso Monumentale di San Pietro, si percorre la spedizione di Garibaldi e dei Mille, con particolare risalto alla partenza da Quarto e allo sbarco a Marsala. Nelle undici sezioni del Museo sono situati sculture, armi, uniformi e la poltrona damascata dove Garibaldi riposò dopo lo sbarco.

Raffigurazione dello sbarco di Garibaldi a MarsalaInoltre ritratti, riproduzioni di foto del periodo, dipinti e stampe fanno di questa ala una specie di santuario di eterne memorie di coloro che sacrificarono la loro vita per l'ideale di libertà, in favore di una Italia unita.
Il Museo, dedicato a Giacomo Giustolisi, è stato realizzato con la preziosa collaborazione del figlio Ing. Luigi (amante della storia italiana) il quale ha donato al Comune gran parte della sua collezione: giubbe, fucili, giornali d'epoca e documentazione varia. All'allestimento hanno dato il loro contributo anche Daniele Diotallevi, funzionario della soprintendenza di Urbino; Glauco Angelletti del Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo; e Cristina Vernizzi, direttrice del Museo risorgimentale di Torino.

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