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giovedì, 24 agosto 2017 02:52:22
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Chiesa di San Giovanni a Marsala

Chiese e conventi
22/01/2013
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Marsala Turismo
Chiesa di San GiovanniLa Chiesa di San Giovanni a Marsala è intitolata al compatrono della città ed è un edificio molto semplice con al suo interno un solo altare, di gusto classicista, sul quale è collocata una pregevole statua di San Giovanni Battista attribuita ad Antonello Gagini, sormontata dal monogramma di Gesù HJS, simbolo dei Gesuiti.

L’edificio è stato costruito in epoca imprecisata, probabilmente tra il XII e il XIII secolo d.C., su un edificio riconducibile all’età bizantina. Nel 1554 fu demolito, come tutti gli edifici fuori dalle mura, su ordine del capitano d’armi Giovanni Pignoso, intento a costruire le fortificazioni della città, ma le proteste della popolazione portarono alla sua riedificazione nel 1576.

Dopo un crollo agli inizi del secolo scorso, nel 1929 la copertura fu restaurata e l’edificio munito del portale manieristico di marmo della Chiesa di Sant’Andrea, andata distrutta.

Recenti restauri hanno consentito il recupero della pavimentazione seicentesca in ceramica smaltata di vari colori, composta di mattonella trapezoidali accostate tra loro nel rispetto di determinati accostamenti cromatici (giallo/nero e verde/bianco).

La chiesa è costruita sopra una grotta scavata nella roccia proprio nei pressi di una sorgente, considerata essenziale per la scelta, nel 397 a.C., del sito per la fondazione della città da parte dei moziesi in fuga dopo la distruzione dell’isola da parte di Dioniso di Siracusa.

La grotta è ritenuta da sempre dimora della Sibilla Cumana o Sicula. A partire dal ‘700 la chiesa divenne meta privilegiata di tutti i viaggiatori che visitassero la città, come testimoniano gli innumerevoli racconti di viaggio a Marsala in cui è evidente l’interesse per la Grotta della Sibilla.

Grotta della SibillaL’accesso all’antro, posto a quasi 5 metri al di sotto del livello della chiesa, è consentito attraverso due accessi. La grotta si compone di tre ambienti. La presenza di una sorgente d’acqua, che serve una vasca quadrata nell’ambiente circolare centrale, è stata molto importante nell’antichità per l’approvvigionamento idrico. Nel II-III sec d.C. l’antro fu utilizzato molto probabilmente come ninfeo o sala da bagno, collegata ad un edificio superiore, mentre i primi cristiani lilibetani ne fecero un battistero. Gli ambienti ipogeici sembrano essere stati utilizzati come luogo di culto di riti legati all’uso dell’acqua.

Proprio davanti alla sorgente, in una nicchia scavata nella roccia, vi è una pregevole statua in marmo alabastrino di San Giovanni Battista, attribuita allo scultore Domenico Gagini.

Data la presenza della fonte, la leggenda narra che qui Ulisse sia venuto a dissetarsi, data anche la prossimità del sito al mare. All'interno della grotta si trova un giaciglio, che sembra quasi scavato con le mani nella roccia, dove la Sibilla riposava.


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